I vostri viaggi

I racconti dei vostri viaggi: il viaggio di Nicola alla scoperta di Nottingham e del suo sogno che diventa realtà

I RACCONTI DEI VOSTRI VIAGGI: di seguito, Nicola ci racconta del suo viaggio a Nottingham e del suo sogno che è diventato realtà!

Non potrò mai dimenticare quel primo viaggio a Nottingham. E’ lì che ho vissuto tutto quello che avevo sempre sognato. Quei luoghi, per anni, li avevo ammirati in TV e nei film, poi, tutto d’un tratto, mi ritrovai lì, a viverli sulla mia pelle. Ritrovarmi tra le strade di Nottingham insieme ai tifosi del Forest e percorrere la strada verso lo stadio insieme a loro è stato incredibile. Così come il fiume Trent che scorre accanto lo stadio, le statue di Brian Clough e Robin Hood che sorgono nel centro della città, i poliziotti sui cavalli nei pressi dello stadio e quella fermata obbligatoria che avevo sempre immaginato. Eh si, avete capito bene. Sto parlando proprio della birra bevuta al pub, poco prima di raggiungere lo stadio. E’ questa la vera essenza del calcio inglese.
Persone di ogni età e di ogni classe sociale si riuniscono tutti insieme nei pub della città, con un unico comune denominatore: l’amore per la maglia rossa del Nottingham Forest.
Ancora oggi, ripensando a quei momenti, stento a crederci. Se solo potessi tornare indietro nel tempo, tornerei di corsa lì a Nottingham, a bere birra insieme a quel meraviglioso popolo.
Poco dopo, una volta terminata la mia birra, insieme ai miei compagni di viaggio, ci avviammo verso lo stadio: il leggendario City Ground era lì che mi aspettava. Prima però, mi fermai allo store. Ero circondato da migliaia e migliaia di cose meravigliose; dai palloni alle maglie, dalle tute del club ai libri che narravano la leggenda di Brian Clough, e così, senza pensarci due volte, acquistai la maglia con il mio numero preferito: la numero 4 di Joe Warral.
Indossandola mi sentii subito come uno di loro, e quando pochi istanti dopo entrammo allo stadio, persi le parole. Le emozioni di quel momento mi travolsero totalmente, tant’è che scattai solo un paio di foto e poi posai il cellulare, così da godermi appieno quel mio grande sogno. Una volta realizzato dove mi trovassi, le prime cose che mi colpirono furono l’odore dell’erba, i tifosi che bevevano continuamente birra e le case attaccate allo stadio. Poi, dieci minuti prima del fischio d’inizio, come per magia, gli spalti si gremirono di tifosi. Dei tifosi che spinsero il Forest per 90 minuti, e lo stesso feci io, cantando, soffrendo e gioendo insieme a loro. L’unica pecca della giornata? Che durò solo 90 minuti…
Al triplice fischio mi ritrovai a salutare quella gente e quello stadio, ringraziandoli per quella giornata che mi avevano regalato. Un sogno diventato
realtà, e che ben presto racconterò ai miei cari figli e nipoti.  🙏❤️🍻🍻🍻

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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