Appunti di viaggio

Il mio viaggio a Swansea: con la calorosa accoglienza di Nino, lo chef dello Swansea City

Era un gelido mattino del gennaio del 2017 quando mi ritrovai per la prima volta nella cittadina di Swansea, in Galles. All’epoca vivevo a Manchester, e quel giorno viaggiai per oltre cinque ore prima di arrivare a destinazione. Appena il treno arrivò nella città gallese, che sorge a quattro passi del mare, saltai sul primo bus che trovai e nel giro di poco raggiunsi il Liberty Stadium, la casa dello Swansea City AFC.
Una volta raggiunto lo stadio andai alla ricerca di qualche anima buona che mi portasse alla scoperta della storia del club e che mi aiutasse ad immortalarmi nell’ennesimo stadio visitato, ma per oltre mezz’ora non trovai nessuno. Il ragazzo dello shop e la signorina della reception mi dissero che era vietato visitare lo stadio senza un tour a pagamento; nonostante questo, senza badare alle loro “regole”, andai alla ricerca di qualche porta aperta, così da intrufolarmi all’interno dello stadio come avevo già fatto in passato nei miei viaggi in giro per l’Inghilterra e per il resto del Regno Unito. Poi, all’improvviso, mentre stavo per completare il terzo giro dello stadio, poco prima di andar via, da una porta vidi uscire alcuni ragazzi che stavano chiacchierando mentre fumavano una sigaretta.

In quel momento, mettendo da parte l’imbarazzo e con la mia solita faccia tosta, mi avvicinai e raccontai loro del mio viaggio e da dove venissi. Appena dissi loro che ero italiano, uno dei ragazzi andò in cucina e fece uscire Nino, uno degli chef della squadra. Nino, appena mi vide, si presentò e mi disse: “ma che cazz*” ci fai qui a Swansea?”

Ridendo come un matto gli raccontai di me, dei miei viaggi e del libro che avrei scritto nei prossimi anni, e senza batter ciglio e fregandosene delle regole, mi portò alla scoperta dello stadio per almeno dieci minuti. In quei pochi minuti mi raccontò della sua vita, mi parlò con orgoglio del suo lavoro da chef per i calciatori dello Swansea City e soprattutto di quanto gli mancasse l’italia.

Prima di andar via, Nino mi abbracciò come se mi conoscesse da una vita, mi augurò buona fortuna per il mio futuro e soprattutto mi ricordò di credere sempre nei miei sogni. Perché prima o poi, se una cosa la si desidera davvero, una porta si spalancherà… un po’ come successe a me in quel gelido mattino di gennaio, con Nino che mi portò alla scoperta del suo mondo: quello del Liberty Stadium, la casa dello Swansea City!

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